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Anime – Devilman Crybaby è tempo di piangere.

Devilman Crybaby è appena uscito su Netflix e già la rete si è popolata di recensioni e commenti che vanno dall’entusiasta al profondamente deluso. Come spesso accade credo che la ragione si trovi nel mezzo ma anche che sia stato fatto qualche errore di valutazione sul target a cui puntare.

L’animazione

Le critiche principali che sono state mosse all’anime sono legate alla presunta scarsa qualità dell’ animazione. Va tenuto conto che il progetto è stato affidato a Masaaki Yuasa che ha ottenuto molti consensi con il suo “Ping-Pong the animation, quindi era anche logico aspettarsi un certo tipo di animazione. La contrapposizione fra iperfisicità dei demoni con colori acidi, prospettive confuse e cinetica eccessiva si oppone alla staticità delle scene degli umani, dei colori pastello e del riproposizione continua di  quelle gradinate della pista di atletica. Non credo che si possa dire che sono scadenti, credo solamente che il lavoro sia riuscito a metà e che tutto quello che si voleva rappresentare con questa opposizione non sia del tutto passato allo spettatore.

La storia

La vera critica che si può muovere a questa serie risiede più nella parte narrativa, la scelta di attualizzare il manga degli anni ’70 credo sia evidente, ma rappresentare “l’oggi” solo con i Social Network, qualche fotografo senza scrupoli e i rapper lungofiume del quartiere popolare è un pò una banalizzazione. Senza contare che lo scarso spessore e caratterizzazione di questi, come della famiglia Makimura, rende difficile empatizzare con loro quando la situazione volge al peggio e ci lasciamo scorrere la loro sorte davanti con indifferenza.
Spostare la narrazione su questi soggetti porta via tempo e relega personaggi importanti per l’approfondimento psicologico della storia in secondo piano. Siren e Kaim, Zennon hanno il ruolo di comparse, pochi minuti se non secondi per risolvere il loro apporto alla storia che invece sarebbe fondamentale.

Lati positivi


ll Devilman Piangente non è male, una interpretazione totalmente diversa rispetto al diavolo a cui siamo abituati ma che lega insieme le varie parti della storia. Le scene del Sabba sono fantastiche, distorsioni, deliri cromatici e musica tecno  riproducono pienamente lo smarrimento e la confusione.
Gli ultimi due episodi ripagano di tutti i momenti dolenti della serie portando a conclusione la storia come sarebbe dovuta essere trattata fin dall’inizio.
Il tocco di stile è la citazione di se stessi. Il fratellino di Miki è un fan della serie TV degli anni 70 di Devilman, tanto da averne poster che tappezzano la stanza. Anche Ryo in alcuni passaggi ricorda un giovane Akira che guardava lo stesso programma alla televisione. Le strofe della sigla originale risuonano poi per tutti gli episodi creando un filone nostalgico a cui è difficile resistere.

 

In conclusione

Non si rimarrà delusi da questa serie solamente se si conosce già il manga originale. Se si approccia Devilman per la prima volta si corre il rischio di non apprezzarlo a pieno e di perdersi varie parti della trama, solamente accennate in questa serie.

A conti fatti si potrebbe salvare dal punto di vista dell’animazione, tanto criticata, mentre fallisce proprio nel suo tentativo di svecchiamento e attualizzazione della trama riuscendo ad essere ottima solamente quando attiene dal manga originale.

In definitiva non si capisce quale sia il vero target della serie. Se fossero i quarentenni nostalgici allora questi nuovi inserimenti non hanno alcuna finalità e non aggiungono niente di nuovo. Se fossero invece le nuove generazioni si rischia che la storia sia confusa e affrontata superficialmente.  Credo che nel tentativo di abbracciare più pubblico possibile si si finito per delude un pò tutti.

Come già detto in precedenza è una serie che si lascia guardare e affronta tutti i passaggi principali della trama originale. Se però fossi uno a digiuno di Devilman non la guarderei senza prima aver letto il manga originale.

Consigliata, ma solo a chi conosce già la storia originale

 

 

E voi cosa ne pensate?

Vi è piaciuto o proprio non ce la fate a vederlo?

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